Ho provato il Quest 3 con i Sim Racing… Confronto con HP Reverb G2, Pico 4 e DPVR E4

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Come abbiamo visto in un video, il nuovo Meta Quest 3 è un ottimo visore per la PC VR, soprattutto con Virtual Desktop. Ma per i Sim Racing in VR bisogna sempre fare un discorso a sè, perchè ci sono altri aspetti da valutare oltre alla mera fedeltà visiva, aspetti come il comfort, o l’affidabilità nelle lunghe sessioni. Mentre altri aspetti, come il tracciamento dei controller, sono totalmente ininfluenti, visto che useremo sempre il nostro fidato volante. Ma quindi il Quest 3 è, o non è, un ottimo visore anche per questo genere così particolare? E soprattutto, è meglio o peggio dei diretti concorrenti nella sua fascia di prezzo? Andiamo a scoprirlo insieme!

Ho provato il Meta Quest 3 con 4 racing game in particolare, che sono Automobilista 2, Assetto Corsa Competizione, Dirt Rally 2 e la new entry rFactor 2. Titolo che avevo già provato in passato e che mi ha fatto molto piacere riprendere in mano, anche se devo ancora capire come ottimizzare la grafica di fino, visto che in gara ho notato prestazioni molto peggiori rispetto che in qualifica. Ho testato il Quest 3 sia col cavo attraverso la funzione link, sia con Virtual Desktop. Se non avete idea di come si collega questo visore al PC, trovate proprio una guida in proposito, eccola. A livello di performance, il Quest 3 si è comportato come mi aspettavo con tutti  i sim racing provati, ovvero molto bene. Prestazioni solide ed ottima fedeltà visiva, con la compressione video che, nonostante l’esigenza dei titoli in questione, si nota veramente in maniera minima. 

Anche qui la parte del leone la fanno le lenti pancake, nitidissime e senza distorsioni, che al colpo d’occhio esaltano la cura dei dettagli degli abitacoli. Per quanto riguarda l’onnipresente confronto tra Link e Virtual Desktop, quest’ultimo ha vinto quasi sempre, sia per risoluzione che per resa dei colori, tranne in un caso. Dirt Rally funziona decisamente meglio con il Link, anche a livello di frame per secondo. In ogni caso consiglio di provare entrambe le soluzioni e poi decidere quella che vi soddisfa di più, anche perchè in alcuni casi, come su Automobilista 2, la differenza è veramente minima. 

Non voglio tediarvi ulteriormente con ulteriori dettagli tecnici, in fondo il Quest 3 con i sim racing è un visore che semplicemente funziona bene, così come in altri ambiti. Quindi passiamo subito a quello che vi interessa maggiormente, e cioè il confronto con altri visori della stessa fascia di prezzo. Ed è qui che un po’ di dubbi iniziano a venirmi. Innanzitutto definiamo la concorrenza, che in ambito sim racing è piuttosto folta. Infatti oltre al concorrente standalone più diretto, ovvero il Pico 4, entrano prepotentemente in gioco altri due visori, ovvero l’HP Reverb G2 e il DPVR E4. Tengo fuori il Quest 2, che viene superato dal nuovo modello in ogni ambito, e che potrebbe aver senso solo se lo trovate usato ad un prezzo stracciato. 

Il DPVR E4 invece non sembra aver ricevuto abbastanza consensi tra il pubblico purtroppo, e dico purtroppo perchè grazie alla sua leggerezza e all’ingresso display port nativo, come ho già detto più volte, se acquistato tra i 400 e i 450 euro diventa un’ottima scelta per i simulatori di guida. Lo fregano solo le lenti Fresnel, che lo rendono il visore meno nitido tra quelli del lotto, ma probabilmente è il più affidabile e confortevole per le lunghe sessioni che spesso si fanno con i simulatori. Peccato per l’audio integrato, che nel DPVR E4 è praticamente inutile, mentre quello del Quest 3, pur difettando parecchio nelle basse frequenze, è comunque buono e sufficientemente potente. Da questo punto di vista però, l’audio del Pico 4 mi aveva sorpreso di più, senza arrivare ovviamente alla quasi perfezione degli altoparlanti del G2. 

Parlando sempre del Pico 4, out of the box è senza discussione molto più comodo del Quest 3, che molti di voi sono sicuro non riusciranno ad indossare per più di un’ora. E questo è un aspetto che nei racing game è fondamentale, forse l’aspetto più importante da tenere in considerazione. Probabilmente con uno strap di terze parti con batteria integrata da 80-100 euro il comfort dei due visori sarà simile, ma la forbice di prezzo tra i due potrebbe arrivare a raggiungere i 200 euro, mica pochi. Il comfort poi è anche soggettivo, ma è innegabile come l’HP Reverb G2, non avendo batteria ed hardware integrati, sia molto più comodo, e proprio il cavo e l’assenza di batteria da dover ricaricare diventano in questo caso un vantaggio. 

Un altro vantaggio del G2 risiede nel software, ed è il funzionamento quasi perfetto della riproiezione, cioè quella funzione che crea un frame sintetico tra due frame renderizzati, quando gli fps scendono sotto la frequenza di aggiornamento del display. Questo è molto utile nei sim che proprio non ce la fanno ad andare a 90 fps fissi in tutte le situazioni, come Assetto Corsa Competizione. Nel Quest 3 e nel Pico 4 la riproiezione c’è, si chiama spacewarp, ma crea veramente troppi artefatti ed è quindi praticamente inutilizzabile. Nel DPVR E4 invece non esiste proprio, quindi, soprattutto se non avete una scheda video top, la sensazione di fluidità col G2 sarà sempre migliore. Purtroppo il G2 sarà messo presto fuori produzione entro quest’anno, e diventerà difficile da reperire al suo prezzo di listino, anche se dai rumor sarà supportato fino al 2026.

Dopo tutto questo bel discorso, avete capito su quale visore dovete puntare per i sim racing? Io sinceramente no, quindi cerchiamo di tirare le somme. Partiamo dal punto che, a livello di resa grafica, tutti e 4 i visori citati sono molto simili, con differenze spesso minime e che sorgono solo se li confrontate immediatamente uno dopo l’altro. A mio avviso l’HP Reverb G2 rimane ancora il miglior visore di fascia media per i sim racing, e dovete escluderlo solo se l’avete provato e non riuscite a sopportare le sue lenti, molto nitide nel centro ma che sfocano rapidamente verso la periferia. In questo caso, la scelta migliore potrebbe essere il Pico 4, visore che si comporta molto bene anche con altri generi, e costa spesso meno di 400 euro. 

Se trovate allo stesso prezzo il DPVR E4 prendetelo seriamente in considerazione, soprattutto se la leggerezza per voi è più importante della massima nitidezza. Dei 4 quindi il Quest 3 con i sim racing è quello che ne esce di più con le ossa rotte, soprattutto per via della sua scomodità e del fatto che deve essere sempre tenuto sotto carica (e non tutti i cavi attaccati al PC riescono a farlo). Ma questo non vuol dire che non sia un buon visore per i racing game, anzi potrebbe essere la scelta più sensata se avete un Quest 2 e volete rimanere nell’ecosistema Meta. Se invece siete felici possessori di Pico 4, HP Reverb G2 o DPVR E4, potete serenamente rimanere con il vostro visore e conservare i soldi in vista di un prossimo upgrade che valga veramente la pena fare.

Io da attuale possessore di Quest 3, HP Reverb G2 e DPVR E4, credo che continuerò ad utilizzare il G2 per i sim, mentre userò il Quest 3 per tutto il resto su PC, in wireless con Virtual Desktop. Se futuri update sconvolgeranno la situazione attuale, sicuramente ve lo farò sapere. Per qualsiasi chiarimento, dubbio, o semplicemente per dire la vostra, la sezione commenti è sempre a vostra disposizione.

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