Oculus Link, la prova: addio definitivo al Rift S?

Oculus Link, la prova: addio definitivo al Rift S?

In questi giorni è uscita in fase beta la funzione Oculus Link, e cioè la possibilità di giocare in streaming a tutti i giochi presenti nella propria libreria Oculus su PC e Steam VR con un Oculus Quest collegato con un cavo USB 3. L’ho provata per qualche ora e qui potete leggere le mie impressioni.

Cosa serve 

Prima di tutto occorre verificare se il proprio PC soddisfa i requisiti minimi per partecipare alla beta, che sono per il momento più stringenti rispetto a quelli necessari per giocare con il Rift. In particolare molte schede video (tutte quelle AMD) non sono ancora ufficialmente supportate. Questi requisiti sono destinati ad allargarsi con i futuri aggiornamenti, quindi non c’è da disperarsi se momentaneamente si è tagliati fuori. Poi serve un cavo per collegare il Quest al PC: questo deve essere USB 3 e non più lungo di 3 metri, con almeno un’estremità con connettore USB-C. Oculus rilascerà il suo cavo ufficiale di 5 metri entro fine anno, se si ritiene che 3 metri siano troppo pochi si può utilizzare una prolunga sempre USB 3, ma deve essere attiva. Come ultima cosa, basta scaricare il software Oculus sul proprio PC ed aggiornare sia quest’app sia il software del Quest all’ultima versione.

Come funziona

Una volta in possesso di tutti i requisiti, basta collegare il cavo al Quest e ad una presa USB 3 sul proprio PC: si aprirà un pop-up nel Quest che ci dice se vogliamo partecipare alla beta di Oculus Link, confermiamo e subito ci ritroveremo nella home del Rift. Da qui possiamo lanciare qualsiasi gioco presente nella nostra libreria Oculus, oppure Steam VR che funzionerà perfettamente, riconoscendo il Quest come se fosse un Rift S. Per tornare alla home del Quest basta disattivare la funzione Link dalle impostazioni oppure semplicemente scollegare il cavo.

La prova

Ho provato il Link con il mio PC che non è più ormai all’ultimo grido (i7 4790 e GTX 1070) ma comunque leggermente superiore ai requisiti minimi della beta. Ho utilizzato inoltre un cavo 3.1 gen 1 AmazonBasics lungo 3 metri, che non è il cavo consigliato da Oculus per questa beta (e cioè un cavo Anker praticamente introvabile di quella lunghezza) ma funziona senza particolari problemi. Il segnale rimane stabile e l’audio funziona, inoltre questo cavo “tiene in vita” anche il visore, che in circa due ore ha perso solo il 10% di batteria.

Caratteristiche che avrà il cavo ufficiale Oculus

Ho iniziato subito la mia prova con un titolo recente e graficamente impegnativo come Asgard’s Wrath, e diciamo che l’esperienza non è stata soddisfacente come pensavo. Il gioco funziona ma presenta parecchi cali di frame, inoltre graficamente non appare eccelso, con una resa più vicina a quella del CV1 che del Rift S. Ho notato poi un ritardo abbastanza importante per quanto riguarda il movimento dei controller, soprattutto se mentre mi muovevo davo una sbirciata alle mie mani fuori dal visore. Questo gioco comunque metteva già alla frusta il mio PC con il semplice uso del CV1, con il Link CPU e GPU oltre alla grafica devono codificare e decodificare il flusso video del Quest (senza contare che si tratta di una beta), appesantendo ulteriormente il carico computazionale. Successivamente quindi ho deciso di provare due giochi più leggeri, che hanno anche la loro conversione nativa sul Quest, e cioè Robo Recall e Vader Immortal. Qui la situazione è sicuramente migliorata lato framerate, ma è rimasto il leggero ritardo del movimento delle mani, tale che in Robo Recall spesso non sono riuscito ad afferrare i proiettili con il giusto tempismo. Inoltre graficamente la visuale appare un po’ sfocata, come se l’immagine non fosse renderizzata alla risoluzione nativa del Quest. Anche i colori non mi hanno particolarmente colpito, sembra che lo streaming per risparmiare banda “tagli” certe colorazioni intermedie, appiattendo un po’ l’immagine. Altro problema, spesso l’audio “gracchia” con i suoni forti (per esempio uno sparo) anche abbassando i volumi nell’app PC e nel Quest. Subito dopo ho provato la controparte Quest di questi due giochi e, nonostante l’inevitabile differenza di dettaglio grafico, il tracking delle mani e la pulizia grafica risultano superiori, facendomi preferire questa versione a quella PC. Un po’ sconsolato ho deciso di provare un paio di giochi su Steam, non aspettandomi sicuramente una situazione tanto diversa: ed invece, incredibilmente, ho dovuto ricredermi. Già nella home di Steam VR ho notato una definizione dell’immagine migliore, oltre ad una reattività maggiore dei controller. Ho lanciato subito No Man’s Sky, anche questo un gioco che mi ha dato spesso qualche problema di prestazioni. Ed infatti il frame è risultato essere subito pessimo, con evidenti cali ed addirittura sfarfallamenti dello schermo. Nonostante questo però come prima ho visto subito due cose: il lag del movimento delle mani, al netto dei cali di frame, era praticamente assente, e la visuale più nitida, molto più simile a quella del Rift S. Ho chiuso subito e anche qui ho deciso di lanciare un gioco meno impegnativo, Skyrim VR. E con mio grande stupore, mi sono ritrovato davanti un gioco perfettamente giocabile, con una visuale nitida, dei colori ottimi ed un frame perfettamente stabile, anche in quelle zone dove con il Rift avevo qualche calo. Un’esperienza talmente convincente da farmi preferire il Quest addirittura al Rift S con questo gioco.

Per concludere

Il mio primo contatto con l’Oculus Link non è stato così positivo come alcuni Youtuber hanno mostrato nei loro video. Sicuramente il motivo principale è che si tratta ancora di una beta, e quindi manca ancora parecchia ottimizzazione. Inoltre il mio PC non è più ormai all’ultimo grido come quello di molti che l’hanno provato. A parità di hardware l’esperienza con il CV1 e soprattutto con il Rift S nel mio caso rimane superiore. All’aumentare delle prestazioni del PC ovviamente questa differenza sicuramente si assottiglia, ma chi come me ha un hardware appena sufficiente per una VR godibile deve aspettarsi una visuale ed un frame peggiore a parità di settaggi grafici. Su di questo può influire anche il fatto che solo le ultime schede Nvidia Turing posseggono un nuovo chip di codifica video che alleggerisce molto di più il carico della CPU quando c’è da fare questo tipo di operazioni (che è proprio il caso del Link). Per questo con una Nvidia RTX è possibile che le prestazioni siano parecchio superiori rispetto ad una scheda della serie 10. L’unica eccezione per me al momento è Skyrim, un gioco basato su un motore vecchio che funziona anche con un dual-core e che quindi pesa molto meno sul processore, consentendo prestazioni migliori dello streaming. Per quando riguarda il lag dei controller, ho trovato francamente strano che sia parecchio superiore nei giochi nativi Oculus rispetto a quelli Steam VR. Su questo e gli altri punti cercherò di fare dei test più approfonditi ed eventualmente aggiornerò l’articolo.

La domanda fatidica: Quest o Rift S?

Forse sembrerò troppo diplomatico, ma ad oggi una risposta definitiva a questa domanda non c’è, e probabilmente non ci sarà mai. A seconda dello scenario però, sicuramente si può consigliare un visore rispetto all’altro. Vuoi giocare sia in casa sia fuori o in viaggio? Prendi il Quest. Giochi esclusivamente al PC? Prendi il Rift S. Fai sessioni brevi con giochi spesso movimentati tipo Beat saber o Superhot? Prendi il Quest. Giochi per molte ore soprattutto da seduto? Prendi il Rift S. Ti piacciono gli horror o i giochi ambientati nello spazio? Prendi il Quest, il display OLED da’ il meglio negli ambienti scuri. Preferisci giocare ai simulatori di guida? Prendi il Rift S, 80hz sono il minimo sindacale e l’effetto zanzariera è minore. Hai un PC solo discreto per la VR e possiedi già il Quest? Questo è probabilmente lo scenario più complicato (il mio). In questa situazione o punti tutto sul Link e cambi scheda video con una Nvidia RTX, oppure acquisti il Rift S come secondo visore, tenendoti la tua vecchia scheda. Voi cosa fareste?

Aggiornamento di febbraio 2020

Sono ormai passati quasi tre mesi dall’uscita di Oculus link. Il software è rimasto in fase beta, ma è comunque stato aggiornato costantemente, purtroppo non sempre in maniera perfetta. Ad ogni aggiornamento del software Oculus infatti si crea una discrepanza tra la versione disponibile sul Quest e quella su PC, che provoca malfunzionamenti spesso (ma non sempre) risolvibili tramite qualche sotterfugio (è il caso dell’audio non funzionante per esempio). Purtroppo a volte la soluzione è quella di re-installare tutto il software del PC, cosa che provoca frustranti perdite di tempo e soprattutto pazienza. Speriamo che nel prossimo futuro i programmatori che si occupano delle versioni software Quest e PC possano collaborare di più in modo da far uscire la stessa versione del software in contemporanea sulle due piattaforme.

Detto questo però c’è da dire che l’esperienza col link in questi mesi è migliorata parecchio, sia in termini di definizione grafica sia (soprattutto) nel lag dei controlli. Ho terminato Asgard’s Wrath senza problemi, godendomi un’ottima esperienza. Ho inoltre provato altre nuove uscite come Boneworks e The Walking Dead: Saints and Sinners su Steam, anche qui senza particolari patemi. Posso dire che il tracciamento dei touch avviene ora in maniera quasi perfetta, il ritardo è quasi impercettibile e dipende più che altro dal fatto che il refresh dello schermo del Quest è comunque bloccato ancora a 72 Hz. In ogni caso, nonostante la già citata differenza di frequenza di aggiornamento dello schermo e la telecamera in meno presente sul Quest, le differenze nel tracking rispetto al Rift S sono quasi nulle, e questo è già un importantissimo traguardo raggiunto dal team Oculus.

In questo lasso di tempo ho potuto fare anche un upgrade importante del mio PC, passando da una GTX 1070 ad una RTX 2060 super, e la resa grafica con il link ne ha sicuramente giovato parecchio. L’immagine mi è apparsa subito più nitida e soprattutto i colori molto più vivi. Merito sicuramente delle migliori performance in termini di codifica video delle schede Nvidia Turing (quello che si diceva in precedenza). Nel frattempo Oculus ha introdotto il supporto anche per le schede AMD, ma non ho potuto testarne la resa. In ogni caso anche se le nuove schede RX fanno gola come rapporto prezzo-prestazioni, se si vuole utilizzare il link continuerei a consigliare le schede Nvidia Turing per via del loro chip di codifica video migliorato. In ogni caso la visuale con il link, sia per il fatto che il flusso video è compresso, sia perchè i pannelli OLED hanno un effetto zanzariera più marcato dell’LCD del Rift S, rimane più sfuocata di quella del Rift S, in particolare se si osservano gli oggetti distanti. Il Quest vince però come resa dei colori e soprattutto dei forti contrasti per via dei neri assoluti dell’OLED. Non escludo inoltre che la resa del Quest possa migliorare ulteriormente: come ha detto Carmack all’OC6 infatti, a causa di limiti software il link sfrutta una banda di solo 150 mbps (ben distanti dai 5 gbps massimi dell’usb 3). Questo limite però potrebbe essere superato con i futuri aggiornamenti, il margine di miglioramento quindi è ancora molto ampio. Chi possiede ancora il vecchio Rift CV1 credo che possa tranquillamente usare ormai solo il Quest.

Per quanto riguarda il discorso cavo, Oculus ha rilasciato il suo proprietario (le caratteristiche sono quelle dell’immagine qui sopra nell’articolo) al prezzo di 89€. La domanda è: vale la pena? A livello di qualità costruttiva probabilmente non ci sono cavi così lunghi e ben fatti, quindi la scelta sembra quasi obbligata. Inoltre il cavo originale è l’unico ad oggi che riesce a ricaricare il visore mentre si gioca. Se si considera invece la resa grafica, invece, molti youtuber hanno già dimostrato come non ci siano differenze con un normale cavo USB 3 come quello Anker o Amazon. Io personalmente continuo ad utilizzare il cavo Amazon da 3 metri con una prolunga di 5 metri attiva. Costo totale circa 25€, e non ho mai avuto problemi di batteria visto che comunque con questa soluzione il Quest si scarica, ma molto lentamente. Se in futuro il cavo ufficiale migliorerà anche la resa grafica allora ne valuterò l’acquisto.

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Alessio

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