Differenze tra porting e mod in realtà virtuale: il caso di Hitman PC VR

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L’uscita della stagione due di Hitman 3 ha introdotto la possibilità di giocare l’intera trilogia in VR su PC. L’implementazione della realtà virtuale su PC introduce il pieno supporto ai controller di movimento, al contrario della versione Playstation VR che rimane ancorata al pad. Ma nonostante i proclami di IO Interactive, che prometteva di sfruttare al massimo le possibilità offerte dalla PC VR, la nuova modalità non si è rivelata all’altezza delle aspettative. Impossibilità di usare la mano sinistra per afferrare gli oggetti, mancanza del room scale, prestazioni grafiche non esaltanti, sono solo alcuni dei motivi che hanno fatto infuriare la community. Community che è insorta fino al punto che IO è stata costretta a chiudere il subreddit, anche (anzi forse è proprio il motivo principale) a causa del prezzo folle con cui il gioco è uscito su Steam. Ma quindi Hitman su PC VR è veramente così rotto e ingiocabile come dicono? Oppure è stato l’hype a caricare l’utenza di troppe aspettative? Cerchiamo di fare un po’ d’ordine.

Innanzitutto occorre fare chiarezza sulla differenza tra un porting in realtà virtuale e l’aggiunta di una modalità VR, una mod VR per abbreviare. Anch’io ho fatto una riflessione su questo aspetto, dopo aver indicato a più riprese Hitman come porting nel video gameplay. Spesso infatti viene utilizzato il termine porting per intendere entrambe le cose, ma non è proprio corretto. Un porting VR è quando un gioco flat viene adattato per la realtà virtuale intervenendo pesantemente sul gameplay. Il porting diventa a tutti gli effetti un gioco separato dall’originale, e viene venduto a parte. E’ il caso per esempio di Skyrim, o del più recente Resident Evil 4 (qui il mio video gameplay), versioni ben distinte dalla propria controparte tradizionale, e che vanno acquistate a parte (spesso a caro prezzo). In un porting vengono modificati gli avatar dei giocatori e i metodi con cui interagiscono con la storia e le ambientazioni, che rimangono invece come l’originale. Nelle mod invece la realtà virtuale viene aggiunta al gioco senza intaccare più di tanto il gameplay. Pensiamo a tutti i giochi di guida per esempio, o ai simulatori di volo. Anche la VR in No Man’s Sky per esempio, o in The Forest, è a tutti gli effetti una mod. Per giocare in VR a tutti questi titoli infatti non è necessario acquistare una versione separata, ma basta possedere il gioco originale. La mod VR è quindi a tutti gli effetti un’aggiunta gratuita al gioco originale. La realtà virtuale in Resident Evil 2 e 3 è stata aggiunta grazie ad una mod, in questo caso non creata dagli sviluppatori del gioco, ma amatoriale. Le mod possono avere o meno il supporto ai motion controller per aumentare l’immersione, ma difficilmente riescono ad aggiungere le interazioni possibili in un porting. Fatta questa dovuta distinzione, dovrebbe essere più facile capire a quale delle due categorie appartiene la versione in realtà virtuale di Hitman. Ed ho compreso che sbagliavo, quando lo chiamavo porting.

La modalità VR di Hitman è stata aggiunta l’anno scorso su Playstation, sempre in forma gratuita. E’ stato secondo me da ingenui pensare che IO avrebbe stravolto la versione PC VR così tanto da renderla simile ad un gioco nativo. Anche perché alcune richieste della community, come la ricarica manuale delle armi, o le maggiori interazioni con l’ambiente, richiedono un intervento sostanziale nelle meccaniche di gioco. Cosa possibile, come detto prima, solo se si fa un porting. Certo è che gli sviluppatori potevano implementare molto meglio la realtà virtuale, magari togliendo il corpo e lasciando solo le mani, per favorire il room scale. Oppure dando la possibilità di afferrare gli oggetti anche con la mano sinistra, migliorando così la presa a due mani delle armi. Però se la community cercasse di essere costruttiva, invece di inveire sui social, fino ad arrivare a far chiudere un’intera sezione di un forum, magari gli sviluppatori sarebbero più propensi a migliorare il gioco. Ed in mezzo ci metto anche molti content creator che, forse presi male perchè non hanno ricevuto il codice in anticipo, hanno pure consigliato di giocare piuttosto la versione PSVR. Versione che, pur non avendo il supporto ai motion controller, ha preso comunque voti dall’8 al 9 un po’ dappertutto. Quindi, anche se la versione PC VR fosse del tutto uguale, come potrebbe fare così schifo dopo solo un anno? E a chi dice che il PSVR è un visore limitato rispetto ai visori PC odierni dico: avete ragione, ma su PSVR non gira anche un certo The Walking Dead: Saints & Sinners?

Per concludere quindi, bisogna prendere la versione VR di Hitman per quello che è, una mod ufficiale e, sottolineo ancora, gratuita, che aggiunge la realtà virtuale ad un gioco flat. Una mod sicuramente migliorabile, che può e deve essere criticata in maniera costruttiva, ma ricordandosi sempre che a noi non costa nulla. E soprattutto, non può essere paragonata né ad un gioco nativo, né ad un porting VR di un gioco di 16 anni fa che si fa pagare 40 euro. E su quest’ultimo aspetto, forse, sarebbe stato molto più giusto lamentarsi, non trovate? 

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