Virtual reality FAQ

Virtual reality FAQ
Share

Per chi ancora non sa cos’è e come funziona la realtà virtuale (abbreviata VR) ecco una serie di semplici domande e risposte.

Che cos’è la VR?

La VR è, come dice il nome, una realtà parallela a quella reale, ricreata a computer attraverso specifici software o filmata con apposite telecamere. Qualsiasi ambiente in 3D che siamo abituati a vedere a schermo, che sia un videogioco o un semplice modello CAD, può essere visualizzato in realtà virtuale, proprio come se noi osservassimo in prima persona e in scala l’ambiente o l’oggetto creato artificialmente. Anche per i video, se fatti nella maniera corretta, l’effetto risulta lo stesso.

Che differenza c’è fra realtà virtuale ed effetto 3D? (quello dei cinema per intenderci)

É molto semplice: mentre con il 3D gli oggetti sembrano uscire dallo schermo, in VR siamo proprio immersi nel virtuale, possiamo guardarci attorno, avvicinarsi ed allontanarci dagli oggetti in modo naturale.

Che differenza c’è tra realtà virtuale e aumentata? (abbreviata AR)

Mentre nella VR siamo completamente immersi nel virtuale, l’AR è la sovrapposizione di oggetti virtuali nel mondo reale. Ci sono molte applicazioni su smartphone che fanno capire molto più di mille parole cosa sia l’AR, invito quindi chi non ha capito a provare a scaricarne qualcuna.

Come posso usufruire di contenuti VR? 

Per visualizzare contenuti VR serve per forza di cose un visore. Questo strumento è indispensabile perché permette attraverso due lenti di manipolare l’immagine proveniente da uno o due schermi in modo da ricreare l’effetto tridimensionale. Se vuoi saperne di più ti invito a leggere la mia guida ai visori.

Che genere di contenuti sono disponibili in VR?

Il mercato più importante della VR è sicuramente quello dei videogame, ma la VR si adatta bene anche in altri ambiti. Moltissime app che permettono di visualizzare contenuti video come YouTube e Netflix esistono anche in versione VR. In alcuni settori professionali la VR è già diffusa, molti mobilifici utilizzano la VR per presentare i progetti di arredamento, alcuni concessionari permettono di “entrare” in auto ancora prima che questa sia assemblata. Esistono anche app dalle caratteristiche più disparate, come quelle di disegno virtuale, o Google Earth VR che ti permette di visitare tutto il mondo stando seduti sul proprio divano.

La VR, essendo così immersiva, può provocare danni alla salute?

Non esistono ad oggi prove che dimostrino che la VR sia dannosa per la salute. Il fatto che serve un visore per accedere ai contenuti, e che occorre metterlo in testa, cioè molto vicino al cervello, non implica che i visori siano pericolosi. Anche il fatto di avere uno schermo a pochi centimetri dagli occhi non provoca danni, perché comunque sono le lenti che fanno da filtro e correggono le immagini che mostra (come fanno gli occhiali in fondo). Ci sono già molte testimonianze di persone che hanno indossato per moltissime ore consecutivamente un visore senza nessun tipo di danno; ovviamente come per qualsiasi attività non bisogna esagerare, ma utilizzare il visore massimo per qualche ora di svago con pause frequenti tra una sessione e l’altra. Infatti usufruire di contenuti in VR è molto più faticoso che farlo nella maniera canonica, e possono comunque esserci degli effetti collaterali, il più importante dei quali ad oggi si chiama motion sickness.

Cos’è la motion sickness?

La motion sickness è un disturbo che può essere paragonato al mal di mare. Esso è causa di malessere e nausea che può durare anche diverse ore dopo essersi tolti il visore. Questo disturbo inizia quando nell’applicazione in VR ci spostiamo ma nella realtà siamo fermi. Pensiamo al semplice gesto della camminata: in un classico videogioco spingiamo la levetta analogica e il personaggio si muove; anche in VR possiamo spostarci in questo modo, ma essendo completamente immersi nel mondo 3D, gli occhi vedono che noi ci stiamo spostando ma il cervello sente che in realtà stiamo fermi. Questo può provocare quindi quella sensazione di malessere di cui parlavo prima. Ci sono molti metodi per diminuire fino ad azzerare la motion sickness: utilizzare un visore che tracci tutti i movimenti della testa (non solo la rotazione), visualizzare contenuti ad almeno 60 fotogrammi per secondo, utilizzare il teletrasporto per spostarsi da una zona all’altra dell’ambiente virtuale. 

Tutti i videogame possono essere giocati in VR?

In teoria sì, in pratica è però sconsigliato. Esistono delle applicazioni su PC e smartphone che permettono di giocare ai normali videogame con un visore, ma l’effetto non è così buono come si potrebbe pensare: infatti questi programmi possono assegnare la rotazione della visuale alla rotazione della testa con il visore, i movimenti classici rimangono però ancorati alla canonica tastiera o al gamepad. Giocare in questo modo è la strada più breve per incappare nella motion sickness, inoltre la risoluzione dei visori ancora bassa fa perdere molto dettaglio grafico rispetto ad un classico monitor o alla TV (un po’ come succedeva con il 3D). Molto meglio giocare a quei videogame pensati per essere usufruiti in VR, oppure convertiti appositamente per la VR dagli sviluppatori. Infatti, oltre a sfruttare tutte le caratteristiche dei visori in termini di mobilità e sistemi di controllo, nei videogiochi VR sono sempre inserite molte opzioni per evitare di incappare nella motion sickness. Ormai esistono giochi in VR appartenenti quasi a qualsiasi genere, soprattutto su PC, quindi non ha senso forzare applicazioni che non sono state create per la VR.

error: Content is protected !!