5 giochi per abituarsi alla VR

5 giochi per abituarsi alla VR

Abbiamo già parlato della motion sickness e dei disturbi che può provocare (trovi tutto QUI), oltre ad aver visto alcune tecniche per prevenirla. Per chi si approccia per la prima volta al gaming in VR diventa fondamentale scegliere i giochi giusti con cui iniziare. Vengono qui descritti quindi 5 giochi che a mio parere, usufruiti in quest’ordine, possono ridurre se non proprio far dimenticare la motion sickness. Ho cercato di scegliere dei giochi presenti sia nel catalogo Playstation sia in quello PC. Inoltre i primi 3 giochi sono disponibili anche per Oculus Quest (e l’ultimo, Arizona Sunshine, uscirà entro il 2019).

1) I Expect You To Die

In questa avventura ambientata negli anni ‘50 vestiamo i panni di un agente segreto alle prese con alcune missioni nelle quali l’unico obiettivo è sopravvivere. Dobbiamo infatti risolvere alcuni puzzle ed enigmi ambientali cercando che le insidie presenti nelle stesse ambientazioni che visitiamo non abbiano la meglio. Tra situazioni esilaranti e momenti di panico, I Expect You To Die ci permette di sperimentare tutto il meglio che la realtà virtuale ha da offrire in termini di interattività, stando però sempre seduti sulla nostra sedia. Le possibilità di incappare nella motion sickness sono quindi nulle lungo le circa 2-3 ore necessarie per arrivare ai titoli di coda. Uno dei biglietti da visita migliori per la VR.

2) Superhot VR

In questo gioco saremo catapultati in una realtà virtuale nella realtà virtuale, nella quale lo scorrere del tempo è dettato dalla rapidità dei nostri movimenti: infatti più ci muoviamo veloci, più il tempo scorre con rapidità. In questo mondo alternativo dobbiamo sopravvivere ad orde di nemici sfruttando gli spostamenti del nostro corpo e tutta una serie di armi bianche e da fuoco che l’ambiente ci mette a disposizione. Si gioca quindi in piedi muovendosi sul posto (dobbiamo assicurarci di avere un’area di gioco almeno di 1,5 mt per 3 mt), quindi anche qui la motion sickness risulta non pervenuta. Il gioco è sicuramente più impegnativo rispetto al precedente a livello fisico, ma non arriva ai livelli di un rhythm game come il prossimo in scaletta.

3) Beat Saber

Anche qui si gioca in piedi sul posto come in Superhot, anche se come accennavo prima ci troviamo di fronte ad un rhythm game che diventa quasi un fitness game. In Beat Saber infatti, armati con due spade laser dobbiamo colpire nella maniera giusta dei cubi che avanzano verso di noi a ritmo di musica, cercando di evitare anche dei muri che compaiono spesso abbassandosi o spostandosi. Un altro gioco VR che non presenta problemi di motion sickness, ma che richiede uno sforzo fisico non indifferente specie se si è poco allenati.

4) Arktika.1 / Blood and Truth

Dopo aver accumulato ormai una decina d’ore in VR (e probabilmente aver perso anche qualche chilo che non fa mai male) possiamo dirci pronti per un gioco più “serio” che non ci costringe a stare sempre virtualmente fermi in un posto. Arktika.1 è uno sparatutto dagli stessi autori della serie Metro, esclusiva su PC per Oculus, ambientato in un mondo post-apocalittico caratterizzato da un inverno perenne, e popolato da creature sovrannaturali. Blood and Truth invece, esclusiva Playstation, è gioco che ci mette nei panni del tipico protagonista di un action hollywoodiano, che deve farsi avanti a suon di sparatorie ed inseguimenti al cardiopalma. Sebbene distanti come ambientazione, i due titoli sono accumunati da un sistema di locomozione cosiddetto “a nodi”: infatti nonostante possiamo avanzare all’interno degli ambienti virtuali e non rimanere fermi sul posto, dobbiamo per forza puntare con lo sguardo ad una specifica zona dell’ambiente (decisa dagli sviluppatori) per poterci spostare in quello specifico punto premendo un pulsante. Sebbene questo sistema limiti molto la libertà d’azione, aiuta tantissimo ad annullare la motion sickness. L’immersione garantita da questi due giochi sia a livello di trama che di gameplay fa dimenticare presto la rigidità del sistema di movimento, e le 4-5 ore necessarie al completamento scorreranno via senza alcun problema.

5) Arizona Sunshine

Arrivati a questo punto abbiamo accumulato ormai circa 15 ore in VR: siamo quindi pronti per provare ad affrontare lo scoglio del movimento fluido, e Arizona Sunshine è uno dei migliori modi per superarlo. Il gioco è un classico zombie shooter, formato da livelli molto lineari ma abbastanza vari. Si procede ammazzando orde di zombie, provando di sopravvivere mentre si cerca la via migliore per proseguire. Niente di originale quindi, ma i ritmi abbastanza blandi sia del movimento del protagonista sia dei nemici si adattano molto bene alla VR. Inoltre questo gioco presenta tutte le opzioni di locomozione possibili, dal teletrasporto al movimento fluido con e senza riduzione del campo visivo, ci permette quindi di sperimentare tutte le tipologie di comfort più adatte alla nostra esperienza. Consiglio di partire col teletrasporto per poi provare il movimento fluido dopo qualche ora di gioco, o in una seconda run.

Per concludere

Arizona Sunshine è un banco di prova importante per testare la nostra sopportabilità alla motion sickness: ci permette di capire i vari sistemi di locomozione e di vedere fino a che punto riusciamo a digerire la VR. Se non riusciamo proprio ad usare il movimento fluido, il teletrasporto rimane comunque una valida alternativa ed è implementato ormai in quasi tutti giochi VR. Se anche il teletrasporto ci dà noie non disperiamoci: ci sono tantissimi giochi come i primi 4 della lista, quindi il divertimento in VR rimane assicurato!

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Alessio

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