Automobilista 2 recensione: il miglior racing game in realtà virtuale

Automobilista 2 recensione: il miglior racing game in realtà virtuale
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Se dovessi scegliere il genere maggiormente rappresentato in realtà virtuale, sicuramente direi che è quello dei simulatori di guida. Da Dirt Rally ad rFactor 2 passando per iRacing, ormai praticamente tutti hanno implementato la modalità VR. Anche perchè inserirla in un genere dove si siede dentro ad un cockpit è relativamente semplice: room scale e motion controller non sono necessari, e l’immersione ne guadagna infinitamente. Se devo scegliere i due titoli con cui ho passato più ore in realtà virtuale, dico sicuramente Project CARS 2 ed Assetto Corsa. Ma non ritengo nessuno dei due l’esperienza racing definitiva con un visore in testa. Project CARS 2 ha una grafica stupenda, un meteo dinamico fantastico, tantissime tipologie di vetture e una modalità VR implementata benissimo, ma ha una fisica troppo “leggera” e poco realistica. In Assetto Corsa invece sembra di guidare una macchina vera da quanto sono autentiche le sensazioni di guida all’interno dell’abitacolo virtuale, ma pecca con un’ottimizzazione tecnica non ideale, soprattutto quando si attiva la realtà virtuale. Per molto tempo quindi ho sognato un racing game che unisse la realizzazione tecnica di Project CARS con le sensazioni di guida di Assetto Corsa. Un sogno che si è realizzato quando ho provato per la prima volta Automobilista 2.

Tanti circuiti e tante auto

Automobilista 2 è un simulatore di guida creato dai brasiliani di Reiza Studios, sotto la guida di Renato Simioni. Il gioco è stato inizialmente rilasciato in accesso anticipato il 31 marzo 2020 tramite Steam, con il rilascio ufficiale della V1.0 il 30 giugno 2020. E’ il seguito diretto di Automobilista, simulatore di guida disponibile sul mercato dal 2015 con la particolarità di avere auto e circuiti principalmente del motorsport brasiliano. Il suo obiettivo principale infatti è simulare le serie di corse brasiliane con licenza come Stock Car Brazil e Copa Truck. Con il tempo però gli sviluppatori si sono allargati anche al motorsport statunitense ed europeo, introducendo molte categorie di auto e circuiti tra i più noti, in particolare con i DLC. E qui voglio subito sottolineare uno dei pochi difetti del gioco: se volete correre nei circuiti più famosi come Spa e Monza dovete prepararvi a sborsare parecchio denaro. A questo punto conviene comprare il Season Pass, che non è economico (costa 89,99 euro a prezzo pieno) ma permette di usufruire di tutti i contenuti usciti fino ad ora, e che usciranno nel 2022. C’è da dire che i DLC dei circuiti non comprendono solo il tracciato base, ma anche molte varianti, tra cui quelle storiche. Per esempio con il Nurburgring Pack si ottiene anche l’iconico “inferno verde” della lunghezza di 20.8 km. In ogni caso già con il gioco base sono inclusi tantissimi tracciati importanti come Imola, Monte Carlo ed Interlagos. Passando ai veicoli, in Automobilista 2 c’è veramente l’imbarazzo della scelta: dai go kart alle motrici dei camion, è possibile guidare praticamente ogni tipologia di vettura presente nel Motorsport. Tantissima attenzione anche nel riproporre alcune auto storiche, come la Corvette C3 del 1973 o la Lotus 49C del 1969. In mezzo anche tantissimi veicoli degli anni 80 e 90, per un parco macchine che consente veramente di rivivere la storia dei motori. L’unico appunto che si potrebbe fare è che ci sono solamente 3 o 4 auto stradali e che mancano i marchi italiani più iconici come Ferrari e Lamborghini. Anche se entrare nuovamente nell’abitacolo di una Fiat Uno e poterla portare in pista ha avuto un effetto “amarcord” non indifferente. Assente ovviamente il tuning, scelta comunque dettata dal fatto di voler proporre un simulatore dedicato al Motorsport e non al mondo dell’auto in generale.

Un vero racing game

Perchè in fondo in un racing game del genere ci si aspetta proprio questo, ovvero la simulazione quanto più fedele del comportamento della vettura in pista, e fortunatamente gli sviluppatori di Automobilista 2 hanno svolto un lavoro eccellente. Tutti i mezzi sono dotati di una fisica tarata a puntino che rende il loro comportamento sempre realistico. Probabilmente Assetto Corsa rimane ancora un gradino superiore, ma quelli di Reiza gli sono praticamente in scia. Anche perchè non deve essere stato facile visto la grande mole di veicoli presenti nel gioco. Ovviamente ci sono delle categorie che funzionano meglio: le GT e le Stock Car sono praticamente perfette, le vetture formula più spinte presentano ancora qualche reazione un po’ strana, risultando forse un po’ “leggerine”. Anche i go kart non sono perfetti, seppur molto migliori di Project CARS 2, dove risultano di fatto inguidabili. E questo risultato è ancora più incredibile se si pensa che Automobilista 2 usa lo stesso motore grafico e fisico, cioè il Madness Engine. Reiza ha lavorato veramente tantissimo per tirarne fuori il massimo, rendendo di fatto Automobilista 2 il vero Project CARS 3 che tutti si aspettavano. In particolare il miglioramento più tangibile riguarda il force feedback, vero tallone d’Achille di Project CARS. Gli sviluppatori brasiliani hanno fatto un vero miracolo nel ricreare un output del volante che rispecchi quanto più possibile ciò che succede alla guida. Anche con un volante di fascia medio-bassa come il Logitech G923 si possono apprezzare le sconnessioni dell’asfalto, i sobbalzi dei cordoli e capire in anticipo il sovrasterzo della vettura. Senza contare che la periferica è stata subito riconosciuta ed il gioco ha caricato un preset di configurazione standard già tarato per ogni modello d’auto. Questo contribuisce a far apprezzare il gioco anche a chi cerca semplicemente un po’ di divertimento in pista senza perdersi nei menu delle opzioni. E anche gli aiuti alla guida rientrano in quest’ottica, permettendo ai meno esperti di farsi un giro con le auto più potenti senza girarsi ad ogni curva, ma senza compromettere più di tanto il realismo. Chi cerca invece il massimo della simulazione non deve preoccuparsi: gli assetti delle vetture possono essere modificati come nella realtà, ed ogni variazione porta a cambiamenti tangibili del loro comportamento.

Grafica e tecnica al servizio della simulazione

La guida in pista è influenzata da due fattori: le caratteristiche ed il comportamento della vettura da una parte, la conformazione del circuito e le condizioni della sua superficie dall’altra. I simulatori di guida si sono quasi sempre concentrati maggiormente sul primo, lasciando un po’ in disparte il secondo, soprattutto quando si tratta di ricreare la variabilità delle condizioni atmosferiche. Chi ha provato rFactor 2 con la pioggia probabilmente capisce di cosa sto parlando. Se c’è invece un aspetto sul quale Project CARS eccelle, è proprio la simulazione della variabilità delle condizioni della pista. Chiamato dagli sviluppatori Live Track 3.0, fortunatamente questa feature è stata riproposta anche in Automobilista 2. Partire col sole, vedere le prime gocce sul parabrezza, sentire la macchina che pian piano perde aderenza, sono una caratteristica fondamentale nel voler proporre una guida quanto più possibile fedele alla realtà. E in tutto questo ne guadagna anche la resa grafica, dove il Madness Engine non ha praticamente rivali. Un temporale improvviso può allagare la pista creando vere e proprie pozzanghere da evitare. Quando le nubi iniziano a diradare, i primi raggi di sole fanno capolino, illuminando l’abitacolo e riempiendo di gioia gli occhi davanti a questo spettacolo. Soprattutto se si ha la fortuna di possedere un visore VR: il supporto alla realtà virtuale è in tutto e per tutto uguale a quello di Project CARS 2, ovvero il migliore sulla piazza. Menu perfettamente adattati, tantissime opzioni per personalizzare l’esperienza, e soprattutto ottime performance. Con un Ryzen 3600, RTX 3070 e HP Reverb G2 si riescono a mantenere i 90 fps stabili quasi sempre impostando la risoluzione al 70% su Steam VR, e a dettagli medi in gioco. Solo in condizioni di forte temporale e con molte auto in pista a volte il gioco ha cominciato a laggare pesantemente, costringendomi ad abbassare la risoluzione. Un problema che sembra legato a quando ci sono molte fonti di luci attive contemporaneamente (come i fari delle auto) e che speriamo gli sviluppatori possano risolvere. Per concludere l’analisi tecnica non bisogna scordare l’audio: anche questo aspetto non è stato snobbato, i rombi dei motori sono sempre credibili e non mancano le chicche, come il rumore dell’aria quando si guida un’auto a ruote scoperte.

L’anello debole sono le modalità

Per quanto riguarda le modalità di gioco, oltre alle classiche gare singole e time attack, c’è la possibilità di creare veri e propri campionati personalizzati sia online che offline. Qui in particolare l’intelligenza artificiale risulta verosimile ed adattabile, rendendo le gare contro il computer sempre appassionanti. I menu sono di facile interpretazione e con pochi click si possono scegliere l’auto, la pista, le sue condizioni, e come strutturare il weekend di gara. Ma è proprio qui che risiede il più grande difetto di Automobilista 2: manca un legame, un collante che unisca insieme i tantissimi contenuti presenti in una amalgama unica. Per chi ama l’offline manca una modalità carriera che possa magari ripercorrere la storia del Motorsport. Ci sono dei campionati già preimpostati, ma servirebbe quella motivazione che spinga a provare tutti i veicoli del gioco. Online poi la situazione è ancor più triste, visto che non esiste un sistema di ranking che permetta la creazione di competizioni ed eventi ufficiali. Tutto è affidato alla voglia di cercare gruppi esterni che organizzino qualche evento, rendendo il multiplayer di Automobilista 2 troppo chiuso e vuoto. Fortunatamente in Reiza sono ben consapevoli di questo: modalità carriera ed eventi ufficiali sono già programmati nel piano di sviluppo e dovrebbero uscire nel corso del 2022.

Perchè è così snobbato?

Per concludere Automobilista 2 presenta forse la migliore impalcatura ad oggi disponibile in un racing game. Ci sono tantissime auto e circuiti, il livello di simulazione è ottimo, l’aspetto tecnico raggiunge vette di eccellenza. Ma quindi perchè questo gioco è così snobbato dagli appassionati? Perchè per assurdo in Automobilista 2 mancano le motivazioni per restare al suo interno: manca una modalità carriera degna dei contenuti, manca una modalità online che lo renda un eSport. E su questo gli sviluppatori brasiliani di Reiza devono concentrarsi, devono invogliare le persone a passare ore ed ore sui fantastici contenuti che hanno realizzato. Ed è per questo che oggi non voglio dare un voto ad Automobilista 2: voglio aspettare che il gioco faccia quell’ultimo passo che gli manca verso l’eccellenza, in modo da potergli assegnare il numero che si merita. Il consiglio che voglio darvi però è: se siete appassionati di corse, date una chance a questo titolo già oggi, sono sicuro che non ve ne pentirete. Soprattutto se non potete fare a meno di gareggiare con un visore in testa. 

Ricordati di attivare la campanella se non vuoi perderti neanche un articolo!

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