Zenith è il metaverso che voglio in realtà virtuale

Zenith è il metaverso che voglio in realtà virtuale
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La VR è la tecnologia perfetta per immergersi in un mondo virtuale persistente che può supportare centinaia o migliaia di persone contemporaneamente connesse tramite internet. Un mondo dove gli utenti possono creare il proprio avatar per competere, interagire o combattere con altre persone che possono trovarsi fisicamente anche a migliaia di chilometri di distanza. Sto parlando del metaverso? No, in realtà ho appena scritto la definizione di MMO.

Sì perchè, pensandoci bene, la definizione di metaverso è esattamente sovrapponibile a quella di MMO. Se prendiamo la Treccani per esempio, in essa il metaverso è definito come “termine coniato da Neal Stephenson nel romanzo cyberpunk Snow crash (1992) per indicare uno spazio tridimensionale all’interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzati. Il m. viene descritto come un enorme sistema operativo, regolato da demoni che lavorano in background, al quale gli individui si connettono trasformandosi a loro volta in software che interagisce con altro software e con la possibilità di condurre una vita elettronica autonoma. Il m. è regolato da norme specifiche e differenti dalla vita reale e il prestigio delle persone deriva dalla precisione e dall’originalità del rispettivo avatar.” Niente di diverso quindi da quello che si può fare negli MMO, da Ultima Online del 1997 ai giorni nostri.

Ma quindi perchè da quando Zuckerberg ha deciso di creare una nuova società e chiamarla Meta, il termine metaverso è tornato sulla bocca di tutti come se fosse una novità? Chiaramente ciò è dovuto all’enorme cassa di risonanza che ha un’azienda come Facebook, e agli ingenti capitali che può investire. Ma chi è appassionato di videogiochi e soprattutto di MMO il metaverso lo conosce già come le sue tasche. Non nasce con la realtà virtuale – che rimane semplicemente un mezzo per viverlo in maniera più immersiva – e non dipenderà dal successo o meno di questa tecnologia. Semplicemente il metaverso di Zuckerberg sarà il SUO metaverso, ed è qui che nascono le divergenze.

Anche se è quasi un anno che ne seguo lo sviluppo, non ho mai giocato a Zenith. Più in generale ho sempre e solo scalfito il genere degli MMO, che da amante del single player non mi ha mai conquistato. Anche se devo ammettere che Zenith mi attira come una calamita: sarà il periodo di pandemia, sarà che la VR riesce a farmi piacere giochi che in flat non considero neanche. Però so già che con una casa, una moglie e un figlio piccolo, non riuscirei a dedicargli il tempo necessario. Guardando però molti video di gameplay e parlando con chi lo sta giocando, ho comunque capito che, se un giorno decidessi di entrare anch’io nel metaverso, lo farei sicuramente con un gioco come Zenith.

Il metaverso di Zuckerberg infatti vuole essere un sostituto della realtà. Un metaverso dove si possono fare molte attività possibili facilmente nella vita reale, come andare al bar con gli amici o fare una partita a bowling. Dove il biglietto d’ingresso è gratis, ma poi sarà tutto da comprare, le scarpe virtuali, la casa virtuale, il cibo virtuale. Dove gli sbattimenti sono gli stessi della vita reale, ma le cose concrete non esistono, perchè tutto è una linea di codice salvata in qualche server sperduto. Ma chi me lo fa fare? Io voglio un metaverso dove posso dimenticarmi per qualche ora dei pensieri della vita reale, non ritrovarmeli anche lì esattamente uguali. Dove posso vivere avventure fantastiche e provare sensazioni molto difficili o impossibili da affrontare nella vita vera. In una parola, io nel metaverso voglio essere spensierato.

Zenith è un mondo fantastico dove posso sparare magie, volare e sconfiggere i mostri insieme ai miei amici. Dove il denaro che guadagno serve a comprarmi la prossima spada, non a pagare le bollette. Dove chi ha un livello superiore al mio mi aiuterà a raggiungerlo, non mi guarderà dall’alto in basso. Dove in quelle poche ore alla settimana in cui potrò entrare mi sentirò spensierato come quando ero bambino. E per questo ritengo che Zenith sia il metaverso che voglio in realtà virtuale.

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